IL BURN-OUT

Il termine inglese burn-out, traducibile in italiano con BRUCIATO, esaurito, cedimento psicofisico e l’esaurimento delle sue risorse nel tentativo di adattarsi alle difficoltà del confronto quotidiano con la propria attività lavorativa. Il termine esprime nervosismo, la prostrazione e il senso di vuoto e di impotenza che colpisce molti lavoratori, in particolare: medici, infermieri, insegnanti, assistenti sociali, poliziotti, operatori di ospedali e persone che lavorano con i bambini ed ecc.  

La sindrome di burn-out è caratterizzata da:

  • Esaurimento emotivo, che si riferisce alla sensazione di essere in continua tensione, emotivamente inariditi nel rapporto con gli altri.
  • Depersonalizzazione, che identifica una risposta negativa e sgarbata nei confronti delle persone che richiedono o che ricevono la prestazione professionale, il servizio e la cura.
  • Ridotta realizzazione personale, che corrisponde alla sensazione che, nel lavoro a contatto gli altri, la propria competenza stia venendo meno.

Il burn-out è una possibile conseguenza dello stress e provoca varie caratteristiche nella personalità del soggetto:

  1. Insufficiente maturazione emotiva
  2. Incapacità di reggere relazioni sociali coinvolgenti
  3. Tendenza all’eccessivo coinvolgimento nelle problematiche altrui
  4. Intolleranza alla frustrazione
  5. Insufficiente superamento della posizione depressiva, cioè insufficiente capacità di elaborare la spinta a riparare.
  6. Incapacità di gestire il tempo in modo efficace e produttivo

COME SI MANIFESTA?

La sindrome del burn-out non scoppia tutta in una volta, comincia con le prime sconfitte. Continua con una lunga serie di aspettative frustanti, di progetti falliti, di mancati riconoscimenti, ma sempre e comunque è un processo che attraversa varie fasi

  1. FASE DELLO STRESS LAVORATIVO: lo stress lavorativo crea uno squilibrio; lo squilibrio si crea quando le risorse disponibili non sono sufficienti a rispondere in modo adeguato ai propri obiettivi, alle richieste che provengono dalla struttura organizzativa.
  2. FASE DELL’ESAURIMENTO: è la risposta emotiva a questo squilibrio che si esprime sotto forma di tensione emotiva, ansia, fatica, noia, disinteresse e apatia. L’ambiente lavorativo viene vissuto come logorante: il soggetto si trova in una condizione di allarme e di continua tensione che se non gestita conduce alla disillusione e frammentazione dei propri ideali professionali.
  3. FASE DELLA CONCLUSIONE DIFENSIVA: si hanno cambiamenti sull’atteggiamento quali disinvestimento emotivo, rigidità comportamentale: questi cambiamenti negativi  servono a limitare i danni fisici e psichici.

Il burn-out è una psicopatologia risolvibile, è il risultato di complessità turbative emozionali e di frustrazioni subite e da alcuni anni sono stati istituiti corsi di informazioni e di addestramento psicopedagogico per gli operatori più a rischio con notevoli risultati.

Se ti sei riconosciuto in queste parole o stai attraversando un momento simile, sappi che non sei solo. Parlare con un professionista può fare la differenza. CONTATTAMI SE VUOI APPROFONDIRE O SEMPLICEMNTE CONFRONTARTI.

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